AMBC Mondragone. Il suo arrivederci in un comunicato stampa

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“Con questo comunicato l’AMBC saluta e ringrazia gli amici che in questi anni l’hanno pazientemente seguita, lasciandoli con un “Arrivederci!” e con la speranza di ritornare ad incontrarci in un altro tempo, con altri mezzi e per obiettivi comuni. Ogni esperienza è provvisoria e parziale e sono proprio questi limiti a tenerci sempre con i piedi per terra e a darci speranza che dopo di essa arrivi qualcosa di meglio, malgrado noi. Da domani – per la gioia di tanti che non vedevano l’ora- come Associazione Mondragone Bene Comune non saremo più presenti come abbiamo fatto quasi quotidianamente per oltre sei anni con informazioni, analisi, proposte, proteste, critiche costruttive, denunce e segnalazioni, alcune delle quali resteranno in giro ancora per un po’ grazie agli archivi dei giornali che ci hanno gentilmente messo a disposizione i loro siti.

Su www.contrastotv.it o su www.81034.it, solo per citare due testate, sono archiviati alcuni dei nostri interventi, che danno il senso dell’impegno profuso e della presenza politica che abbiamo esercitato in questi anni. Una presenza che è stata costretta -nostro malgrado- anche a ricorrere alla denuncia di fronte all’indifferenza e all’inerzia dei nostri interlocutori (e sappiamo che su alcune denunce, come quelle sul Cimitero, sui Servizi sociali o sul Bilancio, sono tuttora in corso stringenti accertamenti ed indagini… staremo a vedere quali sviluppi avranno). Una presenza propositiva che abbiamo sempre accompagnato con la nostra formale disponibilità a collaborare, ma che nessuno- purtroppo- ha ritenuto di dover considerare. Abbiamo agito sempre nel pieno rispetto degli impegni assunti con il programma elettorale (quello integrale) da noi scritto e da Virgilio Pacifico sottoscritto nel 2017 (e non il “taglia e cuci” do’ professóre fattosi da tempo civico e popolare) e sempre in direzione ostinata e contraria rispetto a chi nei 5 anni che abbiamo alle spalle ha tradito totalmente quel programma e, di conseguenza, il patto civico sottoscritto in sede di accordo politico-programmatico.

Noi abbiamo cercato soltanto di richiamare ai patti coloro che li avevano sottoscritti davanti ai cittadini e lo abbiamo fatto attraverso una costante iniziativa di presenza pubblica e comunicazione politica, ovvero nell’unico modo che ci era consentito di agire politicamente, non essendo mai stati abilitati a collaborare per mettere in pratica le tante proposte avanzate. Di solito sono “i traditori”, coloro che non hanno rispettato il patto, che non hanno mantenuto la parola data e non hanno agito secondo programma, che vengono accusati e messi al dito.

In questo caso invece -non di rado- siamo stati accusati e additati noi, i primi ad essere stati traditi, coloro che sono rimasti fedeli al programma e al patto e che anzi hanno agito con perseveranza e “a mani nude” per cercare di farli rispettare. Noi che per non aver mai barattato -come hanno fatto altri- la nostra coerenza e la nostra libertà con la promessa di incarichi e prebende e per non essere mai stati in silenzio come hanno fatto in tanti e che abbiamo sempre fatto “nome e cognome” dei responsabili della cattiva politica e del malgoverno, siamo stati progressivamente emarginati. Ne siamo fieri, anche se dispiaciuti per la Città. Una Città occupata, umiliata e fatta scivolare giorno dopo giorno verso una deriva sovranista, clientelare e familistica. All’orizzonte vediamo apparire pesanti nuvoloni per la nostra città, ma non è detto che ciò sia un male: forse è soltanto dopo un grande acquazzone che si potrà tornare a rivederla pulita e a scorgere l’arcobaleno. Abbiamo constatato in questi anni che la “storica” sofferenza nei nostri confronti è addirittura aumentata e che ad alcuni fa più comodo individuarci strumentalmente -chissà perché e sotto l’influenza di chi- come avversari che come possibili compagni di viaggio (che- come tanti- hanno tanti difetti e tanti limiti, dei quali facciamo ammenda).

È un equivoco che si è consolidato nel tempo, tramandato dai più vecchi ai più giovani (che poi così tanto giovani non sono più) e che noi non siamo stati in grado di smontare. Un equivoco utilizzato strumentalmente per evitare il confronto con noi e che in noi lascia non poca amarezza, soprattutto perché alla scarsa attenzione nei nostri confronti (che ci può stare) si è sempre accompagnata quella per le nostre idee e le nostre proposte – proprio perché fatte da noi- anche quando erano “buone e giuste” o addirittura quando erano dovute. Lasciamo come Associazione Mondragone Bene Comune il dibattito politico e l’impegno collettivo (come persone, i 4 gatti, continueranno ad impegnarsi come vorranno e sapranno, convinti che dalla politica non ci si dimette), sperando di aver commesso pochi errori (dei quali chiediamo venia) e onorato al meglio l’impegno assunto nel 2017 con un paio di centinaia di elettori che il “fuoco amico” non riuscì a strapparci e che -controcorrente- vollero farci fiducia. Alcuni (pochi) candidati della lista Mondragone Bene Comune-MBC e qualche promotore/animatore di quella bella esperienza (durante la quale abbiamo avuto il privilegio di conoscere e frequentare- seppur per poco tempo- anche persone di qualità) decisero, all’indomani del voto, di dare un senso al consenso ottenuto, scarso per poter aspirare ad avere una rappresentanza consiliare, ma non per garantire una doverosa presenza politica nell’interesse della Città.

Per noi, per coloro che hanno continuato ad essere presenti politicamente in Città dopo il 2017 attraverso l’AMBC, l’impegno politico prescinde dalla quantità di consenso ottenuto e non può mai essere slegato dai propri valori e dalle proprie idee. E dalla parola data (in questo caso con il programma e il patto)! Valori e idee che non possono mai essere subordinati a tornaconti, a interessi personali, a lusinghe e a carriere. Non si fa politica solo se si è o si aspira ad essere consiglieri, assessori, sindaci o parlamentari. Né soltanto perché beneficiati di qualche incarico, di qualche finanziamento o per essere in attesa che qualche promessa si compia. Non si fa politica neppure soltanto nell’imminenza delle tornate elettorali e perché si è candidati. Si fa politica perché si è cittadini. E la si fa sempre, in qualche modo. Capita -a volte- nel dibattito pubblico di dover alzare la voce di fronte all’indifferenza e di dover affrontare a muso duro l’inerzia amministrativa e il malgoverno. Anche perché, purtroppo, da qualche anno in città si è persa del tutto (o forse non c’è mai stata) la pratica del confronto “acceso, aperto, informato, e consapevole” (secondo la definizione di Amartya Sen). A quanti si sono sentiti in questi anni presi di mira dalla nostra “vis polemica” – prendendo in prestito alcuni versi del grande drammaturgo Bertolt Brecht- diciamo: “noi che volevamo preparare il terreno per la gentilezza noi non potevamo essere gentili. Ma voi, quando sarà venuto il momento in cui l’uomo è amico dell’uomo ricordate noi con indulgenza”.

Abbandoniamo come AMBC il “terreno di gioco politico” augurando a tutti coloro che nel futuro saranno impegnati per la nostra Città di poter dare il meglio con dignità, onore, disinteresse e competenza. Ad maiora”.