Bypass gastrico. Dania e il suo calvario, l’appello disperato dei familiari

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Il 29 settembre 2021, ha inizio, in quel del salernitano, il calvario di una giovane donna di Sessa Aurunca, la Sig.na Dania Matano, di anni 35. É il fratello di Dania, il Signor Giuseppe, che ci scrive, affinchè venga fatta luce su una torbida vicenda, che fino ad ora, ha avuto ben poca risonanza sui media locali.

“Dopo l’intervento di bypass gastrico, il 29 settembre, staff ed infermieri di turno dell’ospedale, lasciavano mia sorella in reparto, in balia di febbre, atroci dolori addominali e alla schiena, e di una preoccupante insufficienza respiratoria. Nonostante ciò, le veniva detto di non lamentarsi, essendo per loro, la situazione monitorata e sotto controllo. Solo il 4 ottobre, i dottori pensano alle dimissioni dalla struttura, ma osservando la paziente, il viso gonfio e cianotico, si rendono conto che il quadro clinico desta preoccupazione. Dopo la TAC di controllo, che evidenzia un addome pieno di liquido fecale, e quindi una peritonite dovuta a perforazione dell’intestino, verificatasi presumibilmente il 29/9, si rende necessario un intervento d’urgenza(erano passati sei giorni dalla prima operazione di bypass gastrico).

Mia sorella entra in rianimazione, e viene posta in coma farmacologico per shock settico. Viene intubata, e prosegue il suo percorso di sofferenza. Viene rioperata l’11 ottobre; il 14 ottobre viene sottoposta a tracheostomia: i polmoni non rispondono più, ed inizia ad essere assitita da ventilazione artificiale. Il quadro clinico è disperato: tutti gli organi vitali sono compromessi, i reni bloccati. Si susseguono emorragie, e la pressione è di 30/60. Fanno seguito le trasfusioni(fino a 60 sacche), ma il cuore sta per cedere, e le viene somministrata adrenalina. Dania combatte per restare in vita. Apartire dall’8 novembre, il responsabile della rianimazione ci dà il quadro clinico aggiornato, dicendoci che con quei parametri, nostra sorella Dania non avrebbe passato la notte, perché non compatibili con la vita. Supera la notte dell’8, i dottori della rianimazione insistono continuamente affinché Dania resti in vita e, dal 12 novembre accade quello che a detta di molti è un vero e proprio miracolo: non ci si spiega infatti, come riesca a sopravvivere ad una importante sepsi. 

Nei giorni a seguire avviene l’insperato: il risveglio. Tuttavia sembrano assenti stimoli e riflessi. Il nosocomio si avvale di consulenze esterne per capire come procedere. Dopo svariati giorni, arriva il neurologo che accerta importanti danni cerebrali. Dopo la risonanza magnetica, eseguita fuori dalla struttura, viene diagnosticata una CID al cervello. La parte corticale ed intracorticale risultano danneggiate. C’è da dire che dal 4 ottobre, Il chirurgo, Prof…, sfugge alle nostre domande. In tutto ciò, mia sorella è ancora  in rianimazione, e ha una fistola enterocutanea che la mette in serio pericolo per un’ulteriore sepsi che potrebbe esserle fatale. I dottori della rianimazione, purtroppo, non sanno come alimentarla, e a causa della fistola, non è possibile ricorrere al sondino gastrico…Questo problema deve essere risolto quanto prima, in quanto preclude a mia sorella di accedere in un reparto di eccellenza per iniziare una riabilitazione neurologica.

E’ stata fatta immediata denuncia ai NAS di Salerno, e, informata la Procura di Nocera (SA) con diffide alla direzione sanitaria ed al chirurgo. I giorni passano e non riceviamo indicazioni. Speriamo che qualcuno ci dia una mano. Mia sorella ha bisogno di aiuto”.

L’appello di cui sopra, è stato ideato e scritto a più mani dai fratelli di Dania: Maria, Giuseppe e Manolo.

Foto di repertorio.