Casapulla. Furto in gioielleria, preso l’ultimo della banda: era fuggito all’estero

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Così, in un comunicato stampa, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere: “Nel pomeriggio del 4 Febbraio scorso, la Polizia di Stato – Squadra Mobile di Caserta – coadiuvata dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e dalla Polaria di Roma – Fiumicino, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di S. Maria Capua Vetere – Ufficio GIP, su richiesta di questa Procura, correlata all’esecuzione di un mandato di arresto europeo. Il provvedimento ha attinto A.M., classe 1998, persona di nazionalità Rumena, risultato appartenente ad un gruppo criminale dedito alla consumazione di furti in danno di gioiellerie all’interno di centri commerciali e ritenuto responsabile, in concorso con altri quattro connazionali, del furto realizzato il 17.6.2019 in località Casapulla, presso il Centro Commerciale “Apollo”, ai danni della gioielleria “Gabriella”. I complici erano stati tratti in arresto il 5/11/2020, mentre A.M. era già fuggito all’estero. 

Il provvedimento restrittivo in argomento è stato emesso all’esito di una complessa indagine, avviata nel 2019 e condotta dalla Squadra Mobile di Caserta con la direzione di questa Procura della Repubblica. 

Detta attività investigativa ha preso le mosse dal furto commesso presso il suindicato esercizio commerciale, allorquando diversi soggetti travisati raggiungevano una delle porte posteriori del citato centro commerciale e la forzavano utilizzando arnesi atti allo scasso. Una volta dentro, attraverso un collaudato “modus operandi”, raggiungevano la gioielleria, sita al piano terra e, dopo aver forzato la saracinesca, razziavano gli oggetti preziosi ivi presenti. Immediatamente dopo si davano tutti alla fuga, utilizzando la vicina autostrada che in quel tratto confina con il parcheggio posteriore del centro Commerciale. Nella fase preparatoria del “colpo”, parte del gruppo criminale si occupava di creare una barricata, posta sulla strada che consente l’accesso al parcheggio posteriore del “centro”, appiccando un incendio. Le fiamme si propagavano anche su alcune autovetture lasciate in sosta su quella strada, così da rallentare l’intervento delle “volanti”. 

Sulla base delle risultanze investigative raccolte, questa Procura della Repubblica ha richiesto e ottenuto dall’Ufficio G.I.P dell’omologo Tribunale la misura cautelare della custodia in carcere per tutti e cinque i componenti della banda. Considerato il fatto che A.M. si era rifugiato all’estero, questa Procura della Repubblica chiedeva ed otteneva dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di S. Maria C.V. il decreto di latitanza nei confronti del malvivente, con successiva emissione di un mandato di arresto europeo”.