CE. Boxe. F. Di Spazio vicecampione italiano: “questa medaglia la dedico a mio nonno che non c’è più”

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Il sindaco di Caserta, Carlo Marino, nella giornata dell’11maggio ha incontrato a Palazzo Castropignano il giovanissimo Francesco Di Spazio, astro nascente del pugilato italiano, reduce da un importantissimo successo sportivo a Roseto degli Abruzzi, dove ha conquistato il titolo di vicecampione junior ai campionati italiani. Lui è di Caserta città, ha 14 anni ed un futuro luminoso che si intravede all’orizzonte. Scopriamo insieme questo talento nostrano, che si è concesso ai nostri microfoni per una breve intervista.

– “Ciao Francesco, grazie per aver accettato l’invito di Casertanews24″.

– “Grazie a voi, buongiorno a tutti”.

-“Allora Francesco, ti presento velocemente: Classe 2007(giovanissimo), Medaglia d’argento ai Campionati Italiani Junior 2022 di Roseto degli Abruzzi, categoria 60 kg. e allievo del maestro Giuseppe Perugino. Innanzitutto complimenti per questo podio e per il percorso fatto fino ad ora. Ti domando, chi è Francesco Di Spazio? Raccontami un po’ di te e come sei arrivato a questi campionati”.

-“Si. Questo è il terzo campionato italiano a cui prendo parte. Ai primi due mi sono fermato sempre ai quarti, questa volta invece sono riuscito ad arrivare in finale dove ho perso il match contro un pugile laziale. In questi mesi di preparazione mi sono allenato davvero tantissimo con il mio maestro, sia di mattina che di pomeriggio, e ho dovuto fare, e sto facendo, molti sacrifici, avendo molte restrizioni anche nella mia routine alimentare. Sono seguito infatti costantemente da un nutrizionista esperto. Quest’anno, devo ammetterlo, la stagione sportiva non è iniziata nel migliore dei modi, ho perso infatti alcuni match, anche se mi sono comunque serviti per capire che dovevo essere più forte anche di testa per poter cominciare a macinare vittorie. Sono stato seguito da un mental coach. Ho cominciato a lavorare sulla mia psiche, e a superare gradualmente l’ansia che mi accompagnava prima delle gare importanti. Mi sono detto: se voglio far avverare il mio sogno di fare pugilato per la vita devo incominciare a cambiare dentro di me e dimostrare la mia forza interiore a partire da questi campionati.
Io sono partito da una fase regionale in cui ho disputato la finale contro un pugile di Marcianise, dove ho vinto nettamente, per poi passare ai quarti e alle semifinali che ho superato con il punteggio di 5 a 0. Arrivato in finale ero molto emozionato…gli altri ragazzi erano tutti più grandi di me di età. Questo successo ripaga in parte tutti i sacrifici fatti fino ad ora da me, dalla mia famiglia e dal mio maestro che mi segue sempre con attenzione e che mi supporta costantemente anche emotivamente. Questa medaglia la dedico a mio nonno materno che non c’è più. Ero molto legato a lui…fino all’età di 5 anni lo chiamavo papà. Gli volevo davvero molto molto bene e gleine voglio ancora”.

-“E’ più grande l’orgoglio per questo prestigioso piazzamento oppure il rammarico per non aver agguantato una medaglia d’oro che ormai era ad un passo?”

-“No, è stata davvero grande la soddisfazione di aver conquistato il titolo di vicecampione d’Italia. Si, un po’ di rammarico c’è ovviamente, ma la soddisfazione è stata veramente immensa e ha sovrastato quel pizzico di delusione finale”.

-“Come ti sei avvicinato al pugilato? E’ stato amore a primo sparring?”

-“Io la passione per questo sport l’ho avuta da subito. Già all’età di due anni come regalo di compleanno ricevetti dai miei un paio di guantoni. Fino all’età di 6 anni non mi sono iscritto in palestra. Mia madre aveva paura che mi facessi male. Poi, destino volle che un giorno conoscessi un maestro di pugilato. Colsi la palla al balzo per convincere i miei ad iscrivermi in palestra. Dissi che non avrei continuato la scuola se non avessi avuto parallelamente l’opportunità di allenarmi. Ho cominciato a 6 anni e da lì non ho smesso più. Anzi la mia passione diventa sempre più forte”.

– “Lo spirito agonistico è fondamentale per chi compete a questi livelli…quanto di questo lo porti con te anche nella quotidianità?”

-“Questo sport oltre ad insegnarti a come ci si comporta sul ring, insegna anche molto ad affrontare con dignità e tenacia la vita di tutti i giorni. Dal pugilato ho imparato lo spirito di sacrificio e l’agonismo sano, pulito. Questo è uno sport di non solo forza bruta, ma che si basa anzitutto sui principi di rispetto, lealtà, umiltà”.

-“Tu sei figlio d’arte oppure i tuoi genitori hanno fatto tutt’altro nella vita e praticato sport differenti?”

-“Nella mia famiglia mai nessuno ha praticato o pensato di praticare la boxe. Mio padre giocava a basket a buoni livelli, poi ha deciso di abbandonare, conservando comunque un forte amore per la palla a spicchi. I miei poi si sono buttati a capofitto sul lavoro facendo molte esperienze edificanti ed ora sono proprietari e gestiscono un ottimo bar in quel di Caserta, Colazione Da Tiffany, che si trova in Via Caduti sul Lavoro”.

-“Quali saranno i tuoi impegni futuri…puoi darci anche qualche spoiler su eventuali rapporti col team della nazionale…e se c’è un avvicinamento in questo senso?”.

-“Si. Allora, la nazionale penso mi chiamerà per un prossimo ritiro, però per adesso è ancora difficile per me rientrarci come effettivo. Tuttavia il mio obiettivo è quello di farmi trovare pronto in tal senso. Ovviamente voglio concludere quest’anno nel migliore dei modi, e poi spero di fare molto bene nel 2023. Voglio vincere tutto quello che c’è da vincere per mettermi in evidenza. Soprattutto voglio ritornare ai campionati italiani, e questa volta vincere la finale”.

-“Questo è un leitmotiv che ritorna spesso nelle nostre interviste: hai dei modelli di comportamento da cui prendi spunto, punti di riferimento sia nella vita di tutti i giorni che nel mondo dello sport?”

-“Il mio punto di riferimento nella vita e nella boxe è il mio maestro Giuseppe Perugino. Per me è molto più che un semplice maestro, per me è come un secondo padre”.

-“Francesco. Di nuovo grazie mille per questa chicchierata. Ti auguriamo un futuro roseo, pieno di nuovi successi e soddisfazioni. Ciao”.

-“Ciao a tutti. e grazie a voi per quest’occasione”.