CE, Marino: “Il servizio pubblico televisivo a livello regionale non va ridotto”

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Il primo cittadino di Caserta, Carlo Marino, in un comunicato stampa: “C’è una forte preoccupazione di tutti i sindaci della Campania per l’annunciato impoverimento dell’informazione regionale qualora da parte della Rai non ci fosse un immediato ripensamento in merito alla sospensione dell’edizione notturna dei Tg regionali a partire dal prossimo mese di gennaio. Il servizio pubblico televisivo a livello regionale non va ridotto, bensì potenziato anche attraverso sinergie con gli Enti locali. Solidarietà agli operatori dell’informazione della TGR che meritano di essere valorizzati nelle loro professionalità, solo così potremo salvaguardare il pluralismo e la territorialità dell’informazione. È importante presidiare più fasce orarie, per assicurare accessibilità del servizio pubblico a una più ampia platea di telespettatori, anche a tutti quelli che non utilizzano il web, evitando distorsioni e fake news.

L’informazione regionale è da sempre un baluardo della democrazia. Da Presidente dell’Anci Campania, che ha il compito di rappresentare e tutelare le istanze dei Sindaci, sono convinto che la scelta aziendale si ponga in contrasto con il diritto ai cittadini di essere informati, secondo il contratto di servizio che la Rai stipula con lo Stato e nel rispetto dell’articolo 21 della Costituzione. Nel mentre si dovrebbe invece prevedere un ampliamento dell’offerta e non un suo ridimensionamento.

Quest’ultimo comporterebbe, come corollario, un ulteriore colpo al centro di produzione Rai di Napoli, uno dei simboli di eccellenza di Napoli e della Campania. Rivolgo un invito pubblico alla mobilitazione di sindaci, istituzioni e forze economiche e sociali della regione per chiedere alla Rai di rivedere subito la propria decisione, mantenendo e rafforzando l’informazione regionale.Se c’è bisogno di una ottimizzazione delle spese per far quadrare i conti, si incominci dagli sprechi e non dalla informazione di prossimità, vicina ai cittadini.C’è bisogno di dare e non di togliere voce ai territori e alle comunità locali”.