DDL ZAN Bocciato. Occasione sprecata? Punti di vista differenti

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Bocciato in parlamento il ddl Zan, un ambizioso disegno di legge nato per contrastare omofobia e transfobia: “Questa mattina l’Italia poteva svegliarsi da Paese più libero e più civile.-così il Sindaco di Caserta Carlo Marino, che prosegue-Chi viene discriminato e subisce violenze legate al genere o alla disabilità invece dovrà vedere il colpevole ancora senza nessuna aggravante. Il Ddl Zan è stato affossato al Senato tra applausi e cori da stadio. La politica ha perso l’occasione di ascoltare la squadra più importante: i cittadini. Non serve aggiungere altro davanti allo spettacolo indecoroso a cui abbiamo assistito. Sipario”. Di tutt’altro avviso invece, il prete anticamorra Padre Maurizio Patriciello: “Il ddl Zan è stato bocciato. Per il semplice fatto che era fatto male. È stata bocciata la presunzione e l’arroganza di alcuni. Continua, invece, negli italiani, il desiderio di giustizia verso i fratelli e le sorelle omo e transessuali.

Quanta fatica, tempo e denaro sprecati. In questo triste e angosciante tempo di pandemia! Occorre, adesso, fare una buona legge, rispettosa della sacrosanta libertà di opinione. Bisogna smetterla con inutili e insopportabili slogan. Occorre resistere alla tentazione di etichettare le persone. Abbiamo in Italia fior fiori di giuristi. Chiamiamoli a raccolta. Mettiamoci in ascolto. Un pizzico di umiltà non fa male a nessuno. Nemmeno ai capi di partito.

E, soprattutto, occorre avere tanto, tanto amore verso tutti. Una legge che punisca seriamente e severamente chi si permetta di offendere o deridere un fratello o una sorella omo o transessuale, che tiene conto dei loro veri diritti, sarà – ne sono certo – accolta con entusiasmo dalla maggior parte degli italiani. No all’omofobia, alla transfobia. E a tutte le fobie. Si a una società veramente aperta e laica nel migliore senso della parola. Sono un prete. Benedico tutti. Benedire è – per me- il migliore modo di salutare. Chi dovesse avere difficoltà mi permetta di potergli almeno stringere la mano. Con immenso rispetto. Padre Maurizio Patriciello”.