Morte di Ciro Modugno, Pallotti e Ronzullo: «nostre associazioni ammesse tra le parti civili»

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Di seguito, il comunicato stampa dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada Odv e dell’Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada, giunto in redazione: “Morte di Ciro Modugno, Pallotti e Ronzullo: «Le nostre associazioni ammesse tra le parti civili. Adesso bisogna fare giustizia». La drammatica testimonianza della mamma di Ciro: «Il nostro impegno in difesa dei familiari e delle vittime della strada è stato nuovamente premiato. Oggi siamo stati ammessi tra le parti civili al processo per la morte del giovane Ciro Modugno, il quindicenne
investito e ucciso il 10 ottobre 2021 a Casal di Principe (CE), mentre era alla guida del suo scooter». A esprimere soddisfazione per la decisione del giudice di Napoli Nord sono Alberto Pallotti, presidente dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada Odv, ed Elena Ronzullo, presidente dell’Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada. «La nostra lotta nei tribunali è una lotta del cittadino, non della singola famiglia che chiede giustizia per la perdita del proprio congiunto», spiegano Pallotti e Ronzullo, «il fatto che le nostre associazioni vengano ammesse costantemente come parti civili nei processi è una conferma che il nostro lavoro va nella giusta direzione.


Ringraziamo il procuratore e i giudici che hanno premiato i nostri intenti, daremo battaglia e chiederemo giustizia e l’applicazione delle pene». Un incidente terribile quello in cui ha perso la vita Ciro Modugno. Il ragazzino è stato travolto da un’auto che, secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti, percorreva a velocità sostenuta la via dove è avvenuto il tragico incidente. Soccorso dal 118 e trasportato all’ospedale di Aversa, il ragazzo è deceduto poche ore dopo. Al processo era presente la mamma del ragazzino, Nunzia, che ha poi ringraziato per il sostegno ricevuto il suo legale, l’avvocato Nicola Martinelli, l’Associazione Familiari e Vittime della Strada Odv, il vicepresidente Biagio Ciaramella, anche lui presente all’udienza, e l’Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada. «Per me – ha detto la mamma di Ciro – assistere all’udienza è stato un dolore troppo forte. Noi mamme dobbiamo anche lottare per la giustizia. Ringrazio il pm e vorrei dire che la legge italiana dovrebbe essere più severa con questi soggetti. La pena inflitta non mi restituirà il mio adorato figlio Ciro, ma è un inizio. Spero che non succeda mai più a nessuna mamma una tragedia così e ringrazio tutti gli amici di Ciro per il loro conforto. Uniti tutti insieme possiamo farcela. Il mio dolore purtroppo non avrà mai fine e spero che Ciro e altri ragazzi innocenti vittime della strada ci diano la forza per lottare affinché cambi la legge e le condanne siano esemplari». Soddisfatto per l’ammissione tra le parti civili l’avvocato Davide Tirozzi, legale dell’Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada ODV, che ha detto: «Oggi, nel Tribunale di Napoli Nord, il pubblico ministero ha chiesto il massimo della pena per questo tipologia di reato, dopo aver considerato tutte le aggravanti contestate all’imputato, cioè guida in orario notturno, superamento dei limiti di velocità con una differenza di 30 Km/h, guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze psicotrope e sorpasso in condizioni di manovra alquanto azzardate. L’udienza è stata rinviata al 7 aprile». «La mia Associazione confida nella Giustizia», ha dichiarato Elena Ronzullo, che conosce bene il dolore del perdere un figlio sulla strada, «non è giusto che i nostri ragazzi non possano più realizzare i loro sogni. Ho conosciuto la famiglia di Ciro Modugno il 21 novembre scorso, giornata mondiale delle vittime della strada. Ciro era scomparso da circa un mese. Da quel giorno sostengo la mamma di Ciro e continuerò a farlo finché non otterremo giustizia».


L’avvocato Walter Rapattoni, legale dell’Associazione Unitaria Familiari e Vittime ODV si è detto fiducioso anche per «il lavoro svolto sul territorio dal vicepresidente Biagio Ciaramella, insieme all’associazione rappresentata da Alberto Pallotti, il padre della legge sull’omicidio stradale, che ci porta a essere presenti nei tribunali a fianco dei familiari delle vittime delle strada. Sosteniamo la richiesta di otto anni fatta oggi dal pubblico ministero, tenendo conto che è stato scelto il rito abbreviato. Ci batteremo nella prossima udienza per far avere giustizia alla vittima e ai familiari e per portare avanti la nostra battaglia sulla sicurezza stradale».