Ospedale Caserta, Confintesa Sanità: “dirigenza non in grado di gestire carenza di personale”

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Carenza del personale presso l’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. A denunciare la preoccupante situazione, è l’organizzazione sindacale Confintesa Sanità, che a più riprese ha provveduto a segnalare agli organi competenti, e ad illustrare a quelli di informazione, la sussitenza dei problemi di organico.

“Richiesta provvedimenti urgenti per carenza personale del comparto e stress lavoro-correlato. La scrivente organizzazione sindacale,-Confintesa Sanità-torna a segnalare la situazione di assoluto caos che, ormai da troppo tempo e senza alcuna ipotesi di miglioramento, imperversa all’interno delle unità operative dell’AORN di Caserta. Riteniamo del tutto inaccettabile-spiega Confintesa Sanità nella nota stampa giunta in redazione-che la dirigenza non sia in grado di gestire la carenza di personale, determinata da diversi fattori, ma anche solo di ipotizzare un’organizzazione lavorativa minimamente stabile. Ci riferiamo, come la realtà quotidiana evidenzia, a ogni singolo aspetto del lavoro interno all’azienda, sia dal punto di vista strutturale che di risorse umane: Il licenziamento collettivo, al 31/03/2022, di 7 infermieri e 24 OSS, in servizio con contratto di somministrazione, ha determinato non solo un problema organizzativo ma soprattutto un deficit assistenziale. In modo illogico si è deciso di sottrarre, dalle UU.OO., del personale con competenze specifiche, parte integrante delle equipe assistenziali. Allo stesso tempo la direzione, non ha voluto minimamente prendere ad esame la possibilità di bandire un concorso ad hoc per quel personale, come previsto dall’art.1, comma 268, lett. c, Legge n.234/2021.

Il numero inefficace di assunzioni di personale infermieristico tramite altre graduatorie concorsuali e il loro ritardo: ad oggi molte UU.OO. sono ancora sprovviste di questo personale a causa di una programmazione errata della direzione aziendale che ben conosce le scadenze dei contratti in essere. L’ultima deliberazione in merito (n.317 del 20/04/2022) propone l’assunzione di 8 infermieri senza definire una tempistica sulla presa di servizio.

Il continuo voler “tamponare” le carenze di organico relative agli Operatori Socio Sanitari con assunzioni a tempo determinato, tramite una graduatoria stilata per emergenza Covid19, senza voler definire o prorogare la scadenza dei contratti al 31/12/2022 come previsto dalle disposizioni regionali. Allo stesso tempo va ricordato che l’Atto Aziendale (10/2017) prevede una pianta organica limitata e che non può essere sostituita col personale a tempo determinato: al 16 aprile infatti, risultavano dimissionari ben 8 O.S.S. (varie Delibere del 15/04) e soltanto 5 venivano stabilizzati (Del.289 del 13/04). È da considerarsi urgente una revisione dell’Atto Aziendale, e nello specifico della pianta organica delle UU.OO., in risposta alle nuove esigenze assistenziali post pandemia. La costante difficoltà dei coordinatori infermieristici a programmare i turni di lavoro senza dover fare ricorso al “lavoro straordinario” che, in situazioni assistenziali già in affanno, determina turni di lavoro massacranti per tutto il personale, impendendo la fruizione dei riposi infrasettimanali e delle ferie. Sottolineiamo, a tal proposito, che il personale del comparto ha diritto a godere delle ferie residue 2021 entro i 18 mesi previsti dal CCNL (giugno 2022) e, ad oggi, non ci risulta che questa direzione abbia disposto il blocco delle ferie residue del 2021.-prosegue Confintesa Sanità-La totale instabilità organizzativa dei servizi: nonostante la presenza in azienda di Ausiliari Specializzati (Cat.A) si continua a pretendere da questi operatori di svolgere mansioni di livello contrattuale superiore e allo stesso tempo si declina un demansionamento sia degli O.S.S. che degli infermieri, questi ultimi costretti ad un interscambio illegittimo. È irrazionale pensare che anche il trasporto del materiale sanitario possa essere accollato agli OSS e agli infermieri, sottraendo, in questo modo figure indispensabili ad una adeguata assistenza ai degenti. La mancata programmazione, da parte della direzione, di una ricognizione del personale in possesso, o che potrebbe possedere i requisiti previsti dalla Legge 234/2021 ed avere, quindi, diritto alla stabilizzazione in azienda. Il totale disinteressamento da parte della direzione, e degli altri organi di sorveglianza sanitaria, verso la sintomatologia legata allo stress post traumatico e al burnout personale, correlati al contagio da Covid19 del personale sanitario nelle varie UU.OO., a causa dei numerosi casi di cluster; come l’assente volontà, della dirigenza, ad organizzare sportelli d’ascolto e di sostegno psicologico per i dipendenti. Questo solo per citare grossolanamente le maggiori problematiche più volte denunciate, mentre riteniamo che alle S.S.V.V. basterebbe visitare le UU.OO. e confrontarsi con i dipendenti, per comprendere che la situazione, soprattutto per quanto riguarda il loro benessere psicofisico, ha raggiunto ormai livelli allarmanti. Ammesso che questa direzione abbia a cuore il benessere di uomini e donne che, negli ultimi due anni, hanno cercato di adempiere ad ogni direttiva impostagli, anche ad emergenza sanitaria terminata. Intendiamo quindi richiamare la Vostra attenzione su elementi che, già da tempo, dovevano essere da Voi presi in considerazione, e verso i quali ci saremmo aspettati maggiore interessamento: quali la tutela della salute, i fattori di protezione, i fattori predisponenti; primo fra tutti un documento che alleghiamo e che consigliamo di approfondire: “Rapporto ISS Covid19 n.22/2020 Indicazioni ad interim per la gestione dello stress lavoro-correlato negli operatori sanitari e socio-sanitari durante lo scenario emergenziale SARSCoV2”. La scrivente O.S. pretende, dunque, che la Direzione si assuma la piena responsabilità dello stato psicofisico dei lavoratori che, dall’inizio della pandemia, sono stati più volte mortificati da risposte ed atteggiamenti irrispettosi di una direzione aziendale che avrebbe dovuto rendersi faro nella tempesta, facendosi carico della tutela a 360° dei suoi dipendenti. Esigiamo, pertanto, che le S.S.V.V. pongano in essere, con decorrenza immediata, tutte le misure necessarie alla creazione di un ambiente lavorativo sereno, stabile, in cui ci si possa sentire professionalmente, emotivamente ed economicamente gratificati. Ci riserviamo di adire alle vie legali, sulla base della documentazione esistente e comprovante la negligenza della Dirigenza stessa, qualora le nostre richieste non venissero accettate…”.