Prov. CE. Maltrattamenti in famiglia? La richiesta d’aiuto di un giovane

70

Ci è giunta in redazione questa lettera scritta di pugno da un nostro lettore. Noi non conosciamo le dinamiche della vicenda, nè abbiamo preso visione degli atti giudiziari. Riportiamo, seppur non in forma integrale, il testo di cui di seguito, specificando che non conoscendo i fatti, nè conoscendo da quale parte pendano le ragioni e le motivazioni di azioni e controazioni di questa vicenda, ci limitiamo semplicimente a riportare il grido di aiuto di un ragazzo e della sua famiglia, non schierandoci da nessuna parte e condannando meramente per iscritto ogni forma di violenza, a prescindere dal fatto che questa si sia concretizzata o meno nel caso di specie. Confidiamo nella magistratura italiana, e nei provvedimenti da essa adottati scientemente. Noi restiamo sempre ed in ogni caso assolutamente neutrali:

“Salve, vi scrivo questa lettera per denunciare quanto inascoltato fin qui dalla giustizia italiana e dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE). Sono un ragazzo di…e vi contatto per raccontarvi una triste storia che ormai perdura da anni. Una storia di violenze fisiche, psichiche e verbali nei confronti miei, di mia madre e di mio fratello minore. L’apice si è raggiunto quando mia madre ha deciso di non voler più subire le continue angherie di mio padre. Il mio caso riguarda quindi, un divorzio estremamente complicato tra i miei genitori che è sfociato in continui atti di violenza. Dopo essere stati più volte aggrediti fisicamente e malmenati in casa, nel…, mio padre ha provveduto dapprima a picchiarci per poi sbatterci letteralmente fuori casa. Da quel momento siamo stati prima costretti a nasconderci in un … per poi essere ospiti di una amica di mia madre in una città vicina…Si sono verificate una serie di svariate aggressioni gravi con tentativi di strangolamento in una escalation d’ira che hanno toccato l’apice con un tentato investimento perpetrato proprio nei miei confronti. In questi mesi abbiamo provveduto a denunciare fornendo come prove referti, foto e video delle aggressioni. Purtroppo, se ad ogni assalto è corrisposta una denuncia da parte nostra, a ogni denuncia è corrisposta una archiviazione. E mentre vi scrivo l’ennesimo colpo di scena…in questa triste vicenda. … siamo privi di tornare a casa nostra o addirittura tornare per recuperare libri scolastici o indumenti invernali. Finalmente…l’ufficiale giudiziario ha permesso che potessimo tornare. Bene no? Ebbene, no! Mio padre,…ha fatto in modo di cambiare residenza della madre, istituendone una fittizia a casa nostra. La realtà è ben altra, mia nonna è autonoma e abita comunque in casa sua, tornando nella nostra all’occorrenza, solo per gli interventi dell’ufficiale giudiziario…il suddetto ufficiale giudiziario ci ha riconsegnato casa non allontanando mia nonna e mio padre, paradossalmente stabilendo che possiamo convivere tutti sotto lo stesso tetto.

Vi scrivo ora con le urla e le sue minacce di sottofondo riprese non appena i Carabinieri sono andati via. Ho paura per la nostra incolumità ma non è giusto che dobbiamo crescere lontani da casa…Scrivo a voi sperando che in qualche modo questo ennesimo caso di ingiustizia non si concluda con la morte di innocenti in una ennesima aggressione. Che anche questo mio ultimo grido di aiuto non rimanga inascoltato”.